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Un giovane artigiano, innamorato del suo mestiere, dopo anni di apprendistato desidera mettersi in proprio ed apre una sua bottega. Quando però l'artigiano è un argentiere come
Ermindo Pampaloni e la bottega sorge a Firenze, sul Ponte Vecchio, la storia nasce già con tutte le premesse per avere sviluppi molto interessanti.
Oggi, infatti, vari decenni dopo gli esordi in quel lontano 1902, la "Pampaloni Argenti", gestita dai nipoti di Ermindo può vantare un prestigio internazionale veramente invidiabile, fondato essenzialmente sulla sua decisione e capacità di cimentarsi sempre nelle produzioni più complesse ed impegnative che spaziano dai progetti di designer antichi e moderni alle collezioni di celebri gioiellieri, dai grandi argenti per case reali alle fontane,
da oggetti liturgici ai prestigiosi trofei sportivi.
Di recente sono nate due iniziative: la collezione de "La Bichierografia", composta da circa 140 bicchieri disegnati dal pittore romano Giovanni Maggi e la serie inedita di oggetti progettati negli anni Venti dal grande architetto Giò Ponti.
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